La Storia del Tennis Club San Vito

Nello stesso anno in cui il Law-Tennis Club di Napoli raduna il meglio dell’aristocrazia italiana per dar vita ad un famoso torneo, a San Vito al Tagliamento il tennis non è propriamente un gioco sconosciuto. Siamo nel 1905, e già le più nobili e titolate famiglie sanvitesi posseggono, in un angolo del parco, un campo da gioco. E’ costume che gli italiani abbiano importato direttamente dall’Inghilterra e che farà del Tennis, fino a dopo la seconda guerra mondiale, uno sport d’elite. Nel 1909 per volontà del conte Carlo De Braida presso i suoi terreni di Vissignano viene costruito un nuovo campo da tennis dove il conte invita amici e appassionati sportivi e lo chiama Tennis Club San Vito. Nel circolo il conte impartisce le prime lezioni di tennis, da lui appreso nei vari soggiorni in Inghilterra. Si continua a giocare nei campi dei parchi dei conti Rota, Braida, Altan, e dei nobili Zuccheri; ad allargare la cerchia degli appassionati, soprattutto nell’ambito della borghesia, ci pensa verso gli anni trenta Claudio Fogolin, che dal gioco del tennis si era fatto prendere nel lungo soggiorno in Inghilterra, dove lavorava nel direttivo della Lancia. L’idea di un Tennis Club comunale viene però a Francesco Gasparinetti, un patito del calcio che subito abbandona quando nel campo privato del suo direttore di banca, il dottor Frisacco, colpisce le prime palline. L’idea si concretizza però qualche anno dopo: nel 1935 con l’aiuto dell’Opera Nazionale Dopolavoro si creano i primi campi da gioco fatti di polvere, con striscie tirate a calce; gli introiti delle quote sociali servono alla loro manutenzione e “all’arruolamento” di qualche giovane raccattapalle. Non mancano le occasioni per organizzare tornei, con giocatori dei paesi vicini e con quelli del Tennis Club Udinese. La matrice vera e fondamentale rimane però la passione per il gioco: il quale, pur se agonistico, mantiene quella sua caratterizzazione piena di fair-play tipica dello spirito inglese. In questo clima di alta passione non poteva non maturare anche il risultato tecnico, puntualmente riscontrato nella figura di Annamaria Frisacco, prima campionessa italiana per due anni consecutivi, a Varese nel 1937 e a Milano nel 1938. Alta, bella, piacevole, in possesso di un gioco veloce e “maschio” che ricorda tanto quello dell’argentina Sabbatini, Annamaria Frisacco per un biennio non ha rivali in Italia. Si allena solo con il fratello Erasmo, più anziano di lei, un ottimo seconda categoria che sa infonderle uno stile tutto moderno e, soprattutto, un carattere vincente. Dopo la guerra i soci aumentano e sui nuovi campi in terra rossa si alternano tennisti provenienti da tutta la provincia e da varie città friulane. Quando alla fine degli anni 50’ il Tennis sembrava affermarsi come sport nel sanvitese, il comune espropriava i campi situati in centro (attuale edificio postale). La crisi perdurò per circa un decennio: solo nel 1968 grazie ad un gruppo di soci che progettano un campo e recuperano risorse finanziarie spingendo l’amministrazione Comunale alla costruzione di due nuovi campi. In questo periodo emerge la figura di Giovanni Follador sia come giocatore che come promotore del Tennis Club. Questo è un periodo florido per il Tennis Club e per tutto il movimento del Tennis in Italia che porta ai primi anni ottanta alla costruzione di 2 nuovi campi e dopo breve periodo alla loro copertura. Alla fine degli anni 90’ grazie alla “Presidentessa” Paola Galante il Circolo cerca di emergere nuovamente a livello nazionale. Una buona Scuola Tennis porta a San Vito diversi atleti di grande livello e di conseguenza anche i risultati si fanno vedere in ottica nazionale. Ora dopo qualche anno di incertezze il club è ripartito con un folto gruppo di soci e una Scuola Tennis con un numero elevato di ragazzi. Nel 2009 ha celebrato il suo centenario.

Card image cap

Annamaria Frisacco, campionessa italiana nel 1937 e nel 1938.

Card image cap